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"Shapes of Ice"
Sulla vita dei ghiacciai artici
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Non dimenticherò mai l’emozione provata quando vidi un ghiacciaio per la prima volta. Era durante il mio primo viaggio in Islanda: trovarsi davanti alle pareti di Skaftafell era come stare di fronte a un essere millenario. Lo osservai per diversi minuti, quando tra le sue crepe notai una forma simile a una smorfia d’agonia, simile a quella del celebre dipinto di Edvard Munch, L’Urlo: il ghiacciaio stava urlando, ma nessuno sentiva. Rimasi profondamente commosso.

Quella visione è diventata il punto di partenza di questa serie fotografica, che raccoglie scatti dei miei viaggi in Islanda e Groenlandia per rappresentare poeticamente il processo di scioglimento dei paesaggi artici. Ghiacciai e fiordi glaciali si frammentano progressivamente in iceberg fino a diventare acqua, in un tripudio di forme e colori meravigliosi.
La mutabilità del ghiaccio rende ogni paesaggio unico e irripetibile. Questo dinamismo rappresenta per me uno spunto di riflessione sul fluire della vita e sulla sua natura ciclica, ma anche un monito urgente: i territori artici stanno vivendo un periodo di grande trasformazione sotto pressioni climatiche e politiche senza precedenti.
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La conservazione di questi ecosistemi determina il futuro dell’umanità, e l’agonia che leggiamo nel ghiaccio oggi potrebbe domani riflettersi nei volti delle future generazioni.














