
"Parco Naturale del Beigua"
Studi su una condizione liminale
In che maniera un luogo può influenzare il modo in cui guardiamo il mondo?
Nel cuore della Liguria, sospeso tra il mare e le Alpi, rocce di un antico fondale oceanico convivono con lussureggianti faggete, dove venti e correnti generano atmosfere mutevoli e rarefatte: è il Parco Naturale del Beigua, l’area protetta più vasta della regione.
In questo scenario, nel corso di una frequentazione prolungata, sono emerse esperienze che si muovevano tra l’osservazione e l’immaginazione, momenti in cui gli elementi del paesaggio amplificavano la loro presenza attraverso una tensione sottile e viscerale.
L’intensità di queste esperienze mi ha spinto a cercare un riscontro, studiando le testimonianze storiche e archeologiche dell’area: una rete di incisioni rupestri di carattere rituale, megaliti e curiosi reperti mostrano come quest’area fosse considerata sacra fin dal Neolitico, suggerendo una continuità nel modo in cui questo territorio è stato percepito e vissuto.
In questa prospettiva, la liminalità del Beigua appare come una qualità intrinseca del luogo, stratificata nella geologia, nella geografia e nella memoria delle popolazioni che lo hanno attraversato.
Il progetto esplora questa condizione attraverso immagini e versi. Se le fotografie restituiscono l’incontro immediato con il paesaggio, i versi ne prolungano l’esperienza, in un tempo più lento in cui l’esperienza si dilata.
Tra nebbie delicate e luci soffuse, ofioliti e faggi ci scrutano, dando la possibilità di comprendere come il paesaggio ci influenzi ad un livello non del tutto razionale.
"Un silenzio interrotto
dal colar della terra,
che nuova si fa ad ogni inverno
ora fradicia
ora bianca
ora verde e gialla
secca
come suono di quando si spezza
per poi cantare
gravida
del sol di primavera."


"Non conservo nulla
di quando vidi
le nebbie migrare.
Nel bagno
di madidi pensieri
tendo la mano,
ma ogni dito
è illusione."
"Sulle pendici, un eco
una presenza,
la valle.
Spoglio volgo
verso quella radura.
Non ci sono ripari
nei boschi liguri."



"Un sentiero mena
tra nude forme
e alberi stanchi.
Un sonno
in cui l’uomo è solo un’idea.
Placide,
le pietre mi guardano,
è tipico di questi boschi."

















