
"Parco Naturale del Beigua"
Studi su una condizione liminale
“E allora racconterai ai sassi le storie dei faggi, e ai faggi quelle dei sassi.
Così conoscerai le storie degli uomini, che incisero la terra in onore di quel dio terribile, a cui dedicarono il nome del monte più alto.”
Avviato nel 2023, il progetto raccoglie una selezione di immagini del Parco del Beigua, l'area protetta più grande della Liguria.
Il lavoro indaga il parco come luogo di soglia, una qualità inscritta nel territorio stesso, che si affaccia sul mare e si apre verso l'entroterra.
La doppia natura del Beigua, fondale marino riemerso e oggi montagna boscosa, si riflette nella presenza umana che nei millenni lo ha abitato, testimoniata da una rete di incisioni rupestri e al legame a un'antica divinità pre-romana (Bego o Baigorix) il cui significato resta aperto all'interpretazione.
Il lavoro entra in dialogo con la visione animista di questi antichi popoli, restituendola attraverso uno sguardo contemporaneo mediato dalla suggestione.
Non vi sono scatti delle incisioni, ma solo dei luoghi che le ospitano, suggerendo che il sacro qui risieda nel territorio più che nel singolo segno.
Attraverso dettagli naturali, le fotografie restituiscono quella sensazione di attraversamento e liminalità che permea l'intera area.
"Un silenzio interrotto
dal colar della terra,
che nuova si fa ad ogni inverno
ora fradicia
ora bianca
ora verde e gialla
secca
come suono di quando si spezza
per poi cantare
gravida
del sol di primavera."


"Non conservo nulla
di quando vidi
le nebbie migrare.
Nel bagno
di madidi pensieri
tendo la mano,
ma ogni dito
è illusione."
"Sulle pendici, un eco
una presenza,
la valle.
Spoglio volgo
verso quella radura.
Non ci sono ripari
nei boschi liguri."



“Un sentiero
mena
tra nude forme
e sacre bestie,
mena
dove l'uomo
è solo un'idea.
Placide
le pietre mi guardano
è tipico di questi boschi.”

















